Lunedì, 25 Marco 2019 | 08 :50:25

Lezione cinese per Marchionne

Dimensione carattere:

Chissà se Sergio Marchionne, Mario Monti e Giorgio Squinzi seguono le vicende cinesi? Da attenti uomini d’impresa e di governo dovrebbero appassionarsi per ciò che accade “nell’officina del mondo”. Ma forse sono troppo occupati a fare mobbing e discriminare 19 operai di Pomigliano, predicare più flessibilità, fare accordi separati, negare la democrazia in fabbriche e uffici, per accorgersi che persino la direzione di una delle fabbriche più produttive (e grandi) del mondo ha dovuto accettare di dare il diritto di voto ai propri  dipendenti. Non è una fabbrica qualsiasi. Si tratta della Foxconn, colosso taiwanese che assembla in stabilimenti cinesi telefonini, tablet e altre diavolerie informatiche che invadono il mondo. Lì un milione di operai lavorano e vivono in condizioni per noi impensabili, come potete leggere nell’inchiesta pubblicata alle pagine 4 e 5 di questo giornale. Eppure persino lì, dopo decine di suicidi disperati e rivolte operaie, nell’autoritaria Cina, i lavoratori hanno conquistato il diritto di voto e potranno eleggere direttamente i loro rappresentanti. Chissà se Marchionne, Monti e Squinzi pensano che democrazia e diritti in fabbrica siano solo delle cineserie?

privacy policy