Votare operaio

Categoria: Redazione
Creato Martedì, 22 Gennaio 2013 16:19
Pubblicato Venerdì, 08 Febbraio 2013 16:19
Scritto da Redazione
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Lo scorso 5 dicembre, mentre migliaia di metalmeccanici scioperavano e manifestavano insieme alla Fiom - per il lavoro, i diritti, un reddito dignitoso e la democrazia, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Federmeccanica hanno firmato un'intesa che stravolge il senso del contratto nazionale di lavoro, finendo per cancellarlo nei fatti. È l'ultimo episodio di un attacco iniziato con l’accordo separato interconfederale del 2009, praticato costantemente dalla Fiat, perseguito con provvedimenti legislativi prima del governo Berlusconi e poi del governo Monti e, infine, con un altro accordo separato su produttività e competitività, nuovamente senza la Cgil.

In una situazione di drammatica crisi economica che impoverisce i salari e aumenta la disoccupazione, si sta perseguendo e praticando l'aziendalizzazione delle relazioni sindacali, riducendo a una dimensione privatistica il contratto di lavoro, modificando la natura e la forma della contrattazione, eliminandone il senso collettivo.

Il 5 dicembre Federmeccanica ha così dettato i contenuti di un’intesa frutto di una logica regressiva che persegue la produttività e la competitività aumentando tutte le precarietà: dalla riduzione di tutele e salari alla cancellazione dei vincoli contrattuali sull’orario e sulle prestazioni lavorative.

Illudendosi che scaricando sui lavoratori l’assenza di politiche industriali e di investimenti pubblici e privati si eviti il declino che sta mettendo a rischio l’esistenza stessa del nostro sistema industriale e in pericolo migliaia di posti di lavoro.

Per la Fiom l’intesa del 5 dicembre è illegittima: per i suoi contenuti, che cancellano l’esistenza del contratto nazionale e perché toglie a lavoratrici e lavoratori il diritto di poter contrattare collettivamente tutti gli aspetti della prestazione lavorativa. Ma la partita non è chiusa, anzi.

La Fiom è già impegnata a contrastare – con gli strumenti della democrazia e la partecipazione dei lavoratori – l'applicazione di quest’intesa, rendendola inapplicabile in ogni fabbrica, ufficio, territorio, non rassegnandosi al furto di democrazia che impedisce a lavoratrici e lavoratori di poter decidere sulla propria vita.

L’accordo firmato da Fim, Uilm, Fismic e Ugl va combattuto perché conviene solo alle imprese, estende a tutta la categoria il metodo-Fiat escludendo dal negoziato l’organizzazione più rappresentativa e accoglie i contenuti imposti da Federmeccanica. Accetta la riduzione del potere d’acquisto dei salari; prevede la possibilità che a parità di lavoro e mansioni esistano minimi salariali diversi; aumenta l’orario di lavoro individuale fino a 150 ore annue e offre alle imprese la possibilità di comandare gli straordinari cancellando il potere contrattuale delle Rsu; non garantisce più il pagamento dei primi tre giorni di malattia.

Di fronte al rifiuto di Fim e Uilm di far votare tutti i metalmeccanici sul proprio contratto, la Fiom organizzerà le assemblee in tutti i luoghi di lavoro, per poi sottoporre al voto, con un referendum certificato, la proposta di rendere inapplicabile l’intesa separata e di aprire nelle aziende e nel territorio vertenze per negoziare collettivamente i contenuti normativi e salariali di miglior favore da applicare a tutti i lavoratori metalmeccanici, considerando gli aumenti decisi dall'accordo separato un semplice anticipo di un contratto nazionale ancora tutto da fare.

Ora, nonostante la crisi economica pesi sempre più su salari e occupazione, annunciando un 2013 nerissimo, con l’approssimarsi delle elezioni c’è il rischio che i problemi del lavoro vengano sottovalutati o diventino una voce tra le tante della propaganda dei partiti. Per evitarlo e rimettere al centro dell’attenzione politica la condizione di lavoratori, precari e disoccupati la Fiom parteciperà a modo suo a questa campagna elettorale, da sindacato, con due obiettivi: una legge sulla rappresentanza e per il diritto al voto delle lavoratrici e dei lavoratori su accordi e contratti; una nuova politica industriale in cui il «pubblico» si faccia interprete e garante di scelte che mirino alla piena occupazione e che siano ambientalmente sostenibili. Per la Fiom queste sono la questioni politiche prioritarie per la vita del paese: il voto dei metalmeccanici andrà a chi se ne farà carico e le sosterrà nel ruolo di rappresentanza istituzionale che, candidandosi al Parlamento, intende assumere.

Questo è il progetto Fiom: democrazia e diritto di voto in fabbriche e uffici, rilancio del ruolo pubblico in economia per la piena occupazione, un lavoro sicuro e un’industria pulita.