Lunedì, 22 Luglio 2019 | 07 :51:49

Il contratto cancellato, eccone le parti peggiori

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“Il contratto non deve essere rinnovato a tutti i costi ma solo se in grado di dare risposte positive alle necessità delle imprese” (Linee guida di Federmeccanica)

L'accordo firmato da Fim, Uilm, Fismic conviene solo alle imprese. Escluso dal negoziato il sindacato più rappresentativo, senza mandato di lavoratrici e lavoratori, l'intesa accoglie i contenuti voluti da Federmeccanica, in coerenza con l'accordo sulla produttività non firmato dalla Cgil.
Gli aumenti previsti non tutelano il potere d'acquisto. L’orario aumenta - con il raddoppio dello straordinario obbligatorio - e le Rsu perdono il loro ruolo contrattuale perché alle imprese basterà un rapido esame congiunto per applicare i turni che vogliono. Il pagamento dei primi tre giorni di malattia non sarà più garantito. Fim, Uilm e Fismic pensano di varare questo contratto senza farlo votare dai lavoratori. Per noi l’accordo è illegittimo, non rappresentativo e manomette diritti essenziali. Perciò non lo accetteremo in silenzio, rassegnandoci al furto di democrazia che impedisce a lavoratrici e lavoratori di decidere sul loro contratto e sulle loro condizioni di lavoro.

 


SALARIO

Con l'accordo separato del 5 dicembre 2012 Fim e Uilm hanno introdotto la flessibilità sui minimi contrattuali e hanno sancito che il salario del Contratto Nazionale è un salario diverso tra le fabbriche e tra i territori. Per la prima volta i minimi salari, a parità di mansione, non sono più uguali per tutti i lavoratori perché, con la contrattazione aziendale, gli aumenti potranno essere differiti di 12 mesi, e quindi diversi da fabbrica a fabbrica, sia in caso di crisi che di nuovi insediamenti produttivi o anche per usufruire di sgravi fiscali e contributivi. Se manca la rappresentanza sindacale in azienda, comunque le imprese potranno chiamare i sindacati provinciali e definire con loro lo spostamento degli aumenti previsti. Gli aumenti del triennio 2013-2015 sono definiti in tre tranche a partire dal primo gennaio 2013 ma le aziende possono erogare gli aumenti del 1/1/2014 e del 1/1/2015 dodici
mesi dopo: ad esempio la seconda al primo gennaio 2015 e la terza all’inizio del 2016 oppure rispettare la scadenza della seconda tranche e far slittare la terza all’1 gennaio 2016.

La conseguenza sui salari nei quattro anni è consistente: sul montante retributivo un lavoratore di 3° livello con lo spostamento della terza tranche percepisce 560 euro in meno, con lo spostamento della seconda tranche percepisce 1065 euro in meno. L'intesa separata del 5 dicembre 2012 non tutela il potere d'acquisto del salario: gli importi economici definiti per incrementare i minimi contrattuali non considerano i valori dell'inflazione e, in caso di differimento del salario a livello aziendale, non considera il quarto anno di allungamento del contratto. Per tutelare il potere d'acquisto con gli attuali valori dell'inflazione, senza differimenti a livello aziendale e rispettando le scadenze previste per gli aumenti, i minimi contrattuali vanno rivalutati tenendo a riferimento l'inflazione e aggiornando il valore punto, fissato nel 2008, come previsto dal Contratto del 2008.
Gli incrementi definiti sui minimi non solo non tutelano il potere d'acquisto delle retribuzioni ma gli incrementi definiti con l'accordo separato favoriscono le categorie più alte e penalizza le categorie più basse. La piattaforma della Fiom, votata dalla maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, chiede per gli anni 2012/2014 un aumento uguale per i 3-4-5- livelli di 206 euro a
titolo di recupero, salvaguardia e valorizzazione reale del potere di acquisto della retribuzione.

Gli incrementi delle maggiorazioni - per lavoro notturno e per le ulteriori 40 ore di straordinario obbligatorie aggiunte con l'intesa separata - assorbono i trattamenti di miglior favore già definiti in azienda. Per molti lavoratori quindi aumentano le ore di straordinario e di flessibilità obbligatorie senza alcun aumento salariale per le ore lavorate in notturno e in straordinario. Nel Premio di Risultato Fim e Uilm con Federmeccanica mascherano la clausola di «esigibilità », che hanno sottoscritto in Fiat, per imporre ai lavoratori le flessibilità dell'orario di lavoro introdotte con l'accordo separato o con gli accordi in azienda. A livello aziendale si potrà prevedere che i singoli lavoratori percepiranno il premio di Risultato solo a fronte dell'effettivo svolgimento della flessibiltà degli orari di lavoro richiesta dall'azienda, le 120 ore di flessibilità e straordinario o altro ancora definito a livello aziendale.

«Gli aspetti salariali del contratto devono perseguire un obiettivo di coerenza tra oneri economici a carico dell'imprese e loro condizioni produttive e di mercato, definendo criteri di flessibilità  nell'applicazione delle regole vigenti»
(Linee guida di Federmeccanica)


 

DIRITTI

 

Su alcuni importanti capitoli che riguardano i diritti – quello allo studio e i passaggi automatici di livello prevvisti dall’inquadramento, ad esempio – si rinvia a una serie di commissioni con poteri negoziali, che integreranno l'accordo. Da questo punto di vista si tratta di un contratto in itinere, una sorta di cantiere aperto e dagli esiti incerti. Per quanto riguarda il preavviso di licenziamento e di dimissioni, l'accordo separato indebolisce le norme che contrastano la pratica delle dimissioni in bianco fatte firmare alle donne. La legge prevede – per il periodo di gravidanza e fino ai tre anni di vita del bambino – la sospensione delle dimissioni fino alla loro convalida ministeriale.

Già con l'accordo confederale del 3 agosto 2012 la convalida delle dimissioni poteva avvenire più «agevolmente» presso le sedi sindacali, ora con l'accordo separato basta l'Rsu per dare il via libera alle dimissioni. Rispetto al contratto del 2008 l’assenza per malattia o infortunio non sul lavoro non interrompe il periodo di preavviso. Quindi, in caso di malattia durante il periodo di preavviso lo stesso decorrerà fino alla risoluzione del rapporto di lavoro prevista.

Naturalmente se si dimette il lavoratore l’azienda potrà far valere il principio che il periodo di preavviso si intende di “lavoro”; invece se il lavoratore è licenziato, l’azienda potrà considerare concluso il rapporto di lavoro al termine del periodo di preavviso, indipendentemente dalla malattia.

Il trattamento economico della malattia definito con l’accordo separato spetta «al lavoratore non in prova», di conseguenza al lavoratore in prova non spetterà nessuna integrazione in caso di malattia. Al lavoratore non sarà più riconosciuta  l'integrazione per i primi tre giorni dalla quarta volta che si assenta per malattia brevi (di durata non superiore a 5 giorni). In questo caso i primi tre giorni della quarta malattia, e delle successive, non saranno più retribuite al 100% ma nel seguente modo:

- quarta assenza: 66% della intera retribuzione globale;
- quinta e successive: 50% della intera retribuzione globale.

Sono trasformati in giorni i periodi che l’azienda è tenuta ad integrare al 100%; il Ccnl del 2008 prevede che i periodi restanti, fino al raggiungimento del comporto previsto per il mantenimento del posto di lavoro, siano indennizzati al 50%, l’accordo separato prevede per gli stessi periodi restanti un’indennità dell’80%. (è necessario sapere che questo vale per gli impiegati perché per gli operai, l’Inps indennizza già il 66% dal 20° giorno e fino al 180° ogni anno solare). Il calcolo del 100% riparte ogni qual volta si lavori per almeno 61 giorni di calendario.

«La modalità principale per avvicinare le ore di prestazione effettiva a quelle contrattuali consiste nella drastica riduzione dell'assenteismo, in particolare quello determinato da assenze per malattie di breve durata. Occorre rivedere il trattamento relativo ai primi tre giorni di malattia».
(Linee guida di Federmeccanica)
 


 

ORARIO

L'accordo separato del 5/12/2012 peggiora le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori aumentando l'orario di lavoro e cancellando la contrattazione della Rsu sugli orari in fabbrica.

Con l'intesa firmata:

- l'orario di lavoro non è più oggetto di contrattazione in azienda con la Rsu ma alla contrattazione si
sostituisce una procedura di «esame» di 10 giorni trascorsi i quali l'azienda può procedere;

- aumenta strutturalmente l'orario individuale di lavoro fino a 144 ore annue nelle aziende con oltre 200 dipendenti e fino a 152 ore nelle aziende con meno di 200 dipendenti introducendo un unico vincolo alle imprese, il limite di 120 ore di utilizzo complessivo tra ore di flessibilità e ore straordinario obbligatorio.

Fim Uilm e Federmeccanica estendono in tutte le imprese metalmeccaniche il peggioramento degli orari di lavoro introdotto con l'accordo separato a Pomigliano a Mirafiori e in tutti gli stabilimenti Fiat: aumentano l'orario di lavoro dei lavoratori attraverso l'aumento della flessibilità e dello straordinario obbligatorio, la monetizzazione dei Par, lo slittamento della mezz'ora di mensa.

- Aumentano fino a 80 ore annue le attuali 40 ore di straordinario obbligatorio nelle aziende con più di 200 dipendenti, e fino a 88 ore all'anno le 48 ore di straordinario obbligatorio previste nelle aziende fino a 200 dipendenti;

- Aumentano fino a 80 ore annue le attuali 64 ore di flessibilità a disposizione delle aziende;

- Monetizzano tre Par con ulteriori 24 ore annue di lavoro a disposizione dell'azienda, spostando sul lavoratore l'onere di chiederne l'accantonamento in luogo della retribuzione;

- Accettano di concordare in azienda lo slittamento della mezz'ora di mensa a fine turno

- Eliminano 8 ore di riduzione di orario aggiuntiva nelle fonderie di seconda fusione che rimane solo per i lavoratori in forza al 31/12/2012.

L'intesa separata inoltre stravolge il Ccnl del 2008 cancellando dalla normativa sull'orario ogni riferimento alle norme di legge e introducendo ulteriori flessibilità che peggiorano la vita e il lavoro delle persone e delle loro famiglie.

Per il ricorso all'orario flessibile:

- Riconosce alle imprese le "necessità improvvise" riducendo i tempi di preavviso da 10 a 5 giorni;

- Supera tutte le causali che la giustificano (stagionalità, picchi produttivi, attività di istallazione e montaggio) e cancella i limiti massimi (8 ore sul primo turno del sabato, 6 ore su due turni al sabato, 32 ore di prestazione minima settimanale) fino a oggi previsti.

L'accordo introduce anche ulteriori flessibilità di orario di lavoro, a scapito dei diritti dei lavoratori e a costo zero per le imprese che, senza contrattazione e in alternativa al ricorso alla Cig ordinaria, possono disporre:

- Delle ferie e del conto ore dei lavoratori, in caso di contrazione temporanea dell'orario di lavoro e a compensazione dei recuperi programmati per le ore di flessibilità che il lavoratore non ha prestato.

- Del recupero delle ore di produzione perse, senza maggiorazioni, in caso di interruzione delle forniture.

«L'obiettivo è quello di aumentare e rendere più flessibili le ore di effettiva prestazione individuale. Il contratto nazionale deve anche favorire l'adozione a livello aziendale di schemi di orario che consentano il massimo utilizzo degli impianti. Anche le ore di  straordinario attualmente previste dal contratto devono essere effettivamente disponibili per le aziende senza defatiganti trattative anche nella giornata del sabato».
(Linee guida di Federmeccanica)


MERCATO DEL LAVORO ORARIO

L'intesa riscrive la premessa contrattuale proponendosi di armonizzare e integrare il contratto di categoria alla luce degli accordi interconfederali del giugno 2011 e all'accordo separato sulla «produttività» (non firmato dalla Cgil) del 21 novembre 2012.
A proposito di esigibilità contrattuale si precisa che quanto previsto sulla flessibilità della prestazione – dall'orario plurisettimanale allo straordinario – impegna tutti i soggetti coinvolti (aziende, lavoratori, organizzazioni sindacali).

Nel capitolo riguardante il sistema di relazioni sindacali, tra le altre cose, l'accordo separato elimina la presenza delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali dalle commissioni aziendali per la formazione e le pari opportunità, aziendalizzando il confronto su questi temi.

Sulle regole che governano il mercato del lavoro, l'intesa del 5 dicembre scorso aumenta la flessibilità. Oltre a recepire tutte le leggi e i contratti interconfederali in materia – anche quelli più controversi e meno condivisi, come gli accordi separati – lo spazio per la precarietà del lavoro diventa sempre più ampio. Ecco alcuni tra i passaggi più importanti:

- I contratti a termine fino a 12 mesi saranno possibili senza bisogno di causali, vengono ridotti i termini degli intervalli previsti tra un contratto e quello successivo e si autorizzano le assunzioni a termine fino al 6% dell’organico.

- Le regole che dovrebbero governare il lavoro negli appalti, vengono interamente demandate – anche in questo caso – a un'apposita commissione con poteri negoziali, che deve recepire le ultime modifiche di legge e modificare le regole contrattuali: anche qui, un cantiere aperto e incontrollato.

- Per quanto riguarda il lavoro somministrato, cioè l'interinale, l'accordo separato ne allarga i confini: si potrà usare l'interinale senza specifiche motivazioni, oltre che nei casi previsti dalla legge, anche attraverso accordi aziendali firmati dalla Rsu d'intesa con le organizzazioni sindacali territoriali, per un numero di lavoratori uguale a quello degli interinali assunti a tempo indeterminato nei tre anni precedenti.

- Il contratto di apprendistato viene integralmente modificato: si elimina il vincolo alla stabilizzazione del 70% dei lavoratori in apprendistato per poterne assumere altri e si introduce la possibilità per le aziende di assumere un numero di apprendisti pari a quello dei lavoratori specializzati e qualificati. I periodi di apprendistato svolti precedentemente valgono solo se sono pari o superiori a 12 mesi; scompare l’obbligo della formazione in aula. All’apprendista è garantita la qualifica finale ma non più la progressione della retribuzione e della qualifica durante il periodo di apprendistato.

«Con il prossimo contratto dovranno essere semplificate le già previste procedure di derogabilità. Più in generale occorre definire soluzioni che rendano la contrattazione aziendale sempre meno subordinata a quella nazionale»

(Linee guida di Federmeccanica)

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