Lunedì, 25 Marco 2019 | 08 :48:50

Fiat Lux

Dimensione carattere:

La sentenza con cui la suprema Corte ha riportato la Costituzione in Fiat ha una portata storica per tutto il mondo del lavoro italiano nel riaffermare il diritto delle persone che lavorano di poter scegliere liberamente da chi farsi rappresentare, perché non può essere l’azienda, in base alla sue convenienze, a decidere quali sindacati siano «rappresentativi».

fiatlux

Nel sancire come illegittimo il comportamento della Fiat, la Corte Costituzionale ha dato ragione alla Fiom, al suo impegno democratico, alle lotte dei suoi delegati e iscritti, grazie ai quali siamo rientrati in fabbrica a testa alta, senza aver dovuto scambiare nulla. È con questo spirito che vogliamo rappresentare il diritto dei lavoratori Fiat – e di tutti gli altri lavoratori italiani – a un lavoro certo e dignitoso. Un diritto che si scontra con le scelte della Fiat che nei fatti predispongono la progressivauscita dall’Italia anche perché quella sentenza renderebbe impraticabile la produzione d’automobili.

Del resto il Piano Fabbrica Italia e sta nei fatti producendo un progressivo esodo dentro operazioni finanziarie dagli esiti sempre più incerti, mentre per gli stabilimenti italiani si prospettano ridimensionamenti produttivi e riduzioni occupazionali, perché nelle ultime promesse del Lingotto – che seguono le tante già smentite dai fatti in questi ultimi anni – si annunciano modelli e volumi che comunque non basteranno a garantire gli attuali livelli occupazionali. È una situazione che non riguarda solo l’auto ma tutte le produzioni e i marchi controllati dalla Fiat, che si estende a tutto l’indotto e che il governo italiano continua a ignorare nel nome di una libertà d’impresa che sta desertificando il panorama industriale del paese impoverendo i suoi cittadini e degradando come non mai la vita dei lavoratori. Che negli stabilimenti Fiat devono fare i conti anche con un peggioramento generale delle proprie condizioni con un’organizzazione del lavoro che aumenta ritmi e carichi per chi è in fabbrica, mentre altre migliaia di lavoratori rimangono in cassa integrazione o vengono discriminati per la loro militanza sindacale.

Rientrare in Fiat per la Fiom significa ridare voce a lavoratrici e lavoratori, difendere l’occupazione, rappresentare con gli strumenti della democrazia la loro condizione, il loro punto di vista, difendere e migliorarne le condizioni e i salari, battersi per una politica industriale e dei trasporti che spinga il governo a intervenire per impedire la definitiva dismissione del più importante gruppo industriale italiano.

privacy policy