Martedì, 22 Gennaio 2019 | 22 :04:55

Elettrodomestici. Stato di mobilitazione per un settore in emergenza

Dimensione carattere:

Dopo l’auto e la siderurgia, ecco l’elettrodomestico. Le produzioni storiche italiane rischiano di cadere una dopo l’altra e la crisi «del bianco» – 130.000 addetti con l’indotto, il secondo settore manifatturiero del paese – ne è solo l’ultima tappa. Una crisi strutturale che, dopo anni di ristrutturazioni, è arrivata al dunque con le delocalizzazioni e lo smantellamento produttivo. I 1.425 esuberi dichiarati dall’Indesit, l’annuncio di nuove riduzioni di personale alla Whirlpool, mettono il settore e i suoi lavoratori sull’orlo del baratro. Di fronte al lavoro portato all’estero non bastano certo gli incentivi al consumo che il governo ha recentemente varato; semmai gli incentivi andrebbero indirizzati «a monte», per progettare e produrre prodotti a basso impatto energetico e ambientale, ad alto valor aggiunto, che non competano sempre e solo sul costo del lavoro.

 

Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto al governo di attivarsi per evitare un nuovo dramma occupazionale e rilanciare il settore, proponendo un tavolo di settore e avanzato le seguenti proposte:

- un piano pluriennale di incentivi all'acquisto delle apparecchiature a maggior efficienza e a minor consumo energetico, anche attraverso la rottamazione delle vecchie apparecchiature e prevedendo limiti sulle caratteristiche delle classi energetiche commercializzabili, nonché riservando gli incentivi alle apparecchiature dei produttori «socialmente responsabili» secondo gli standard europei.

- Controlli di conformità sulle apparecchiature importate da paesi Ue ed extra-Ue.

- Incentivi fiscali per le aziende che non delocalizzano, mantengono i livelli occupazionali ed effettuano nel nostro paese investimenti e attività di R&D, con le Regioni maggiormente coinvolte.

- Politiche attive del lavoro e ripristino degli incentivi alla occupazione, oltre che giovanile, di quanti attualmente sono in cassa integrazione o addirittura in mobilità. Finanziamenti adeguati per la cassa integrazione in deroga e sostegno dei contratti di solidarietà, con il finanziamento necessario a garantire l'attuale integrazione – pari all'80% – del trattamento perso con la riduzione di orario e il finanziamento della decontribuzione alle imprese che
utilizzano il contratto di solidarietà.

- Un più preciso riconoscimento delle «mansioni usurantiı, soprattutto per il lavoro in catena di montaggio. Per sostenere queste richieste Fim, Fiom e Uilm hanno indetto uno stato di mobilitazione permanente con un primo appuntamento per il 12 luglio a Fabriano con sciopero generale di 8 ore e manifestazione contro i tagli all’Indesit.

privacy policy