Lunedì, 25 Marco 2019 | 08 :51:24

Fca-Cnh, dalle urne parte la rivincita della Fiom

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Rls, le uniche elezioni possibili nell'ex mondo Fiat

Un voto contro il modello Marchionne; o, se la si vuole leggere in positivo, un voto a favore di chi a quel modello si è opposto. In tutti i casi, un voto vero. Il risultato delle liste Fiom alle elezioni per gli Rls in Fca-Cnh – primo sindacato con il 35,6% a due terzi del voto – premia i metalmeccanici della Cgil, manda una forte critica sulle condizioni di lavoro negli stabilimenti ex Fiat. A partire dalla gestione delle relazioni sindacali fino all'organizzazione stessa della produzione, del lavoro e del consenso: quanto pesa il Wcm sulla vita delle persone?

 

La proliferazione dei team leader è una maschera che nasconde il disagio e le contraddizioni del ciclo produttivo, allunga nuovamente la catena gerarchica e alimenta clientele d'officina?

La considerazione più semplice ci dice che quando la conflittualità cala o non riesce a esprimersi (per paura, per rapporti di forza sfavorevoli, per sfiducia) il disagio e la critica allo stato di cose presenti non scompaiono ma imboccano altre strade, una delle quali è delega «elettorale». Non potendo esercitare una critica diretta si delega chi si ritiene abbia ancora la forza, la voglia e la possibilità di criticare e provare a cambiare la situazione. Il voto alla Fiom, nel caso delle elezioni Rls è, contemporaneamente, sia una delega in positivo (il riconoscimento di un ruolo possibile) che in negativo (la critica all'azienda e ai suoi metodi). Si cerca forza nelle urne anche per compensare la debolezza in fabbrica: è significativo che in stabilimenti dove sono falliti scioperi sulle condizioni di lavoro e sulla turnistica, su quegli stessi contenuti la Fiom abbia fatto il pieno dei voti.

Considerazioni di carattere generale a parte, resta la realtà dei numeri; per loro natura un po' crudi e freddi, ma potenzialmente ricchi d'indicazioni. Il dato generale parla di una buona partecipazione al voto. Negli stabilimenti italiani di Fca e Cnh sono stati coinvolti finora 52.230 dipendenti – 32.833 operai, 19.497 impiegati –, superando i due terzi del totale dei lavoratori del gruppo. La partecipazione è stata alta: hanno votato in 36.617, il 70,1%, a dimostrazione di un forte interesse, determinato sia dalla posta in gioco (la sicurezza e le condizioni di lavoro, molto sentite in fabbriche sottoposte a grandi stress produttivi), sia dal contesto «sindacale-politico» (queste sono le uniche elezioni in cui – viste le conseguenze dell'accordo separato – ci si può esprimere liberamente scegliendo tra tutte le sigle sindacali).

Elezioni «attese», quindi, partecipate e perciò significative. L'esito complessivo è questo: Fiom 12.838 voti (35,8%), Fim 7.375 (20,6%), Uilm 6.022 (16,8%), Fismic 5.542 (15,5%), Associazione quadri e capi Fiat 3.154 (8,8%), Uglm 908 (2,5%). Che determina questa suddivisione di delegati eletti: Fiom 82, Fim 42, Uilm 30, Fismic 26, Aqcf 16, Uglm 5. In sostanza i numeri parlano di una netta prevalenza della Fiom: primo sindacato in 27 stabilimenti su 43 – supera il 50% e ha la maggioranza assoluta in 12 siti – è al secondo posto in altri 11.

Scomponendo per gruppi il risultato scopriamo che in Fca-auto la partecipazione dei lavoratori è stata mediamente più alta che in Cnh e Magneti Marelli, 25.907 votanti su 35.193 dipendenti, cioè il 73,6% degli aventi diritto; in Cnh la partecipazione è al 63,6% e in Magneti Marelli al 60%. Anche in Fca-auto la Fiom prevale sulle altre sigle con 8.061 voti, pari al 31,8% e sui 24 stabilimenti in cui si è votato è al primo posto in 13; tra essi le fabbriche motori di Termoli, Pratola Serra e Ferrara, la Ferrari di Maranello, lo stabilmento di Atessa val di Sangro, la Comau di Grugliasco e Mirafiori Powertrain per citare i siti più importanti.

In Cnh la Fiom ottiene complessivamente 3.339 voti, pari al 41,2% ed è il primo sindacato in 8 stabilimenti su 12, tra i quali i tre più importanti, le Iveco di Torino, Brescia e Suzzara. Negli stabilimenti Magneti Marelli, infine, la Fiom ha la maggioranza assoluta (59,5%) raccogliendo 2.452 voti su 4.111 e vince in sei stabilimenti su sette.

Anche l'analisi della composizione professionale del voto riserva un certo interesse e anche qualche sorpresa. È vero che la Fiom si conferma un sindacato prevalentemente operaio ma il suo peso tra gli impiegati è in crescita e in qualche caso stupisce diventando maggioranza. Sui 28 stabilimenti a prevalenza (o totale presenza) operaia in cui si è votato finora la Fiom prevale in 23 casi.

Sui 16 stabilimenti in cui la Fiom non è il primo sindacato ben 11 sono prevalentemente (o completamente) composti da impiegati, ma va anche notato che la Fiom prevale alla Comau di Grugliasco, alla costruzione stampi di Mirafiori e alla Magneti Marelli (ex Weber) di Bologna, tutti stabilimenti in cui ci sono più impiegati che operai e che agli Enti centrali di Mirafiori i metalmeccanici della Cgil raccolgono il 26,3% dei voti, secondi solo all'Assoquadri e capi Fiat (che lì gioca in casa con il 46,5%).

Quanto agli altri sindacati, Fim e Uilm possono vantare pochi successi: la Fim vince solo a Pomigliano e alla piccole Officine Brennero di Trento, mentre va parecchio male negli stabilimenti del nord, in particolare nell'area torinese, dove quasi scompare (come agli Enti centrali e alla Powertrain di Mirafiori, dove raccoglie dal 6 al 9%); anche la Uilm è il primo sindacato in soli due stabilimenti e seconda per una manciata di voti a Pomigliano; il Fismic prevale in due situazioni di Torino (costruzioni sperimentali e logistica di Mirafiori), mentre Assoquadri si presenta e raccoglie consensi esclusivamente dove è preponderante la presenza di impiegati e quadri.

Infine, in un'ipotetica gara solo confederale il risultato sarebbe questo: Fiom 48,93%, Fim 28,11%, Uilm 22,95%.

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