Venerdì, 24 Maggio 2019 | 15 :03:52

Formazione di base: un percorso lungo otto anni

Dimensione carattere:

Le attività formative di base della Fiom nazionale ci consegnano un bagaglio di esperienza lungo otto anni. Anni che hanno dato modo di formare 1.200 tra delegate e delegati di prima nomina, in 66 corsi tenutisi in Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Nati con la caratteristica di essere regionali e residenziali, anche per motivi economici negli anni si sono trasformati spesso in corsi provinciali, toccando quasi tutta l'Italia.

 

Il modulo formativo di base prevede tre giorni di corso, durante i quali si affrontano le tematiche inerenti la storia, gli ideali e i valori del sindacato, l'organizzazione, la contrattazione e la globalizzazione, intendendo porre con questo termine, soprattutto nell'ultimo periodo, un'attenzione particolare alla conoscenza del luogo di lavoro, del processo produttivo e del prodotto, provando a individuare proposte di riprogettazione. Far emergere il punto di vista, dell'Organizzazione e del singolo delegato, per interpretare gli avvenimenti che ci coinvolgono è l'obiettivo principale di questo modulo. A tale scopo ogni giornata vede la partecipazione attiva delle delegate e dei delegati, chiamati a riunirsi in gruppi di lavoro ristretti per svolgere delle attività e mettere in campo le proprie conoscenze e capacità di analisi, oltreché di relazione.

Emerge da questa esperienza un grande bisogno di formazione, da parte dei più giovani specialmente, che non hanno avuto modo di approfittare dell'esperienza di chi li ha preceduti per capire come affrontare le sfide che si sono trovati di fronte: il ricambio generazionale, infatti, spesso non ha dato loro il tempo per attrezzarsi con gli strumenti di conoscenza e analisi necessari.

La solitudine sembra essere uno tra i grandi problemi delle delegate e dei delegati, oggi, sia nel rapporto con la struttura sindacale, sia con gli stessi compagni di lavoro (che infatti chiamano colleghi), che si rivolgono loro per la soluzione dei problemi, raramente per unirsi insieme ed affrontarli, anche se il termine «sindacato» significa «insieme per la giustizia». Insieme, appunto.

Tornando alle attività formative di base, in questi anni abbiamo realizzato anche 16 corsi di approfondimento, per gli stessi corsisti che hanno partecipato al modulo di 1° livello, affrontando tematiche particolari, spesso scaturite da esigenze specifiche del territorio in cui si è svolto il primo corso.

Il percorso formativo ideato e realizzato dalla Fiom nazionale è stato pensato anche per far emergere, dove possibile, le capacità e le risorse formative dei territori: ecco quindi che in collaborazione con la Fiom Lombardia, a Monza, si sono tenuti corsi specifici sul significato di contrattazione oggi, sulla base di due tematiche centrali come l'orario di lavoro e la precarietà, e nell'anno che si sta per concludere altre strutture hanno progettato e gestito dei corsi in collaborazione con il Centro nazionale, ad esempio Fiom Bologna, per l'accoglienza dei tanti neo-delegati provenienti da tutte le zone sindacali. Il gruppo di formatori costituitosi in loco ha avanzato alcune proposte per proseguire l'attività formativa dopo l'analisi dei risultati conseguiti, poiché è emersa la necessità di dare continuità a questo percorso. Anche Fiom Piemonte con Fiom Torino tra ottobre e novembre hanno formato circa 120 delegati delle varie province, organizzando per due volte 4 corsi in contemporanea, tutti con docenze interne al sindacato, e a Parma abbiamo avviato un progetto di autonomia per quanto riguarda la realizzazione dei corsi di base avendone già fatti 4 insieme, formando anche i loro docenti.

A livello nazionale, ci siamo dedicati a due progetti – per il momento – che mettessero in relazione lavoro e territorio, svelandone le criticità laddove l'idea del profitto ha prevalso sul valore della vita umana: Vajont (con la collaborazione della Fiom di Belluno) e Casale Monferrato (con la Fiom di Alessandria). Al Vajont abbiamo già tenuto due corsi, nel 2013 e nel 2014, in memoria di un disastro che in 4 minuti rase al suolo un intero paese, Longarone, facendo circa 2.000 vittime, e il terzo si farà nella primavera prossima.

A Casale Monferrato siamo stati a ottobre 2015, per una riflessione sulla tragedia della Eternit e le conseguenze della fine del legame tra fabbrica e territorio. A ogni corso sono stati invitati circa 15 delegate e delegati provenienti da ogni parte d'Italia.

Il 2015 ha visto anche l'avvio di un'altra tipologia di corsi, sempre inerenti l'attività formativa di base, con i delegati delle aziende Fca e CnhI. Dieci corsi, nove di primo livello e uno di secondo, con il coinvolgimento di 140 corsisti: a Torino (primo e secondo livello), Mantova, Modena, Bologna, Chieti, Termoli, Cassino, Pomigliano, Bari.

Si tratta di un progetto nato come risposta alle molte sollecitazioni ricevute, in seguito al «collasso imposto» dell'attività sindacale nelle aziende ex Fiat, per i molti anni di relazioni sindacali negate. Si è affiancata alla parte tecnica (ergonomia, tempi e metodi) un'impostazione politico/sindacale, con l'obiettivo di costruire un'iniziativa comune a tutti gli stabilimenti per confrontarsi su una nuova dimensione sociale collettiva, ragionando di mappe concettuali e condizione di lavoro.

Tutti sappiamo che la nostra Organizzazione ha sempre contato su una maggioranza consistente di presenza operaia fra gli iscritti, tuttavia dobbiamo segnalare che l'esperienza formativa di questi ultimi anni ci ha consegnato una mappa che evidenzia un progressivo aumento – specie in alcune aree metropolitane, ad esempio Milano e Firenze – della presenza impiegatizia nelle aziende metalmeccaniche, tanto da superare a volte il 50% degli addetti.

Questo dato emerge grazie a un'altra iniziativa formativa di cui ci siamo occupati, la costruzione di mappe del lavoro. Già nel 2013, a Terni, era stato realizzato un progetto che ha dato vita a una pubblicazione, «Lavoro e territorio», frutto di uno studio per creare la mappatura delle aziende metalmeccaniche della provincia ternana, per definire il campo di intervento e le prospettive industriali del territorio. Uno studio simile è stato presentato anche da altri territori – Rimini, Milano – in occasione del XXVI Congresso della Fiom, e il dato emerso durante il lavoro preparatorio della mostra inaugurata in quell'occasione «Il sapere del lavoro» è che nel comprensorio di Milano, ad esempio, la composizione degli occupati nelle aziende sindacalizzate pende a favore degli impiegati con oltre il 63% degli addetti.

Una parola su quella mostra. Abbiamo presentato, tra le altre cose, i risultati dell'integrazione dei vari livelli di formazione – provinciale, regionale e nazionale – che hanno contribuito alla costruzione di diversi saperi: un'esposizione di mappe, oggetti e installazioni per raccontare storie di esseri umani e di occupazione e idee per un diverso modello di sviluppo. Oltre a raccontare, ci piace ascoltare il lavoro, conoscere altri punti di vista: per questo motivo abbiamo invitato le scuole superiori a esporre i loro progetti alla mostra, il restauro di un Corsaro Morini 125 cc. del 1956 e un motore a quattro tempi monocilindrico funzionante costruito sia con parti meccaniche prodotte nella loro officina sia con altre di recupero.

L'ultimo progetto – in corso d'opera –vede coinvolta la provincia di Firenze, dove si sta sviluppando un'idea ancora più approfondita dello studio delle mappe concettuali, basata su un'analisi capillare del territorio e dei settori industriali presenti. Dunque, arrivederci al 2016. Sarà un anno ricco e impegnativo per la formazione di base, con novità e cambiamenti, ma come al solito, ci aspettiamo molto dalle delegate e dai delegati che partecipano ai corsi, perché ci hanno abituato a un livello di predisposizione all'apprendimento, a un'attenzione e a una sensibilità di ragionamento davvero notevoli.

* attività formative di base Fiom-Cgil

privacy policy