Domenica, 15 Settembre 2019 | 11 :59:21

Fca, cambio di stagione

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In Fca e CnhI è necessario che la direzione aziendale riapra il confronto con i lavoratori senza esclusioni, abbandonando ogni tipo di discriminazione e mettendo innanzitutto i delegati nella condizione di poter ottemperare alle proprie responsabilità nei confronti di chi li ha eletti.

Nessuno è ingenuo, tutti in fabbrica sanno che si è potuto votare i rappresentanti dei lavoratori per la salute e la sicurezza perché c'è una legge che lo impone e impedisce strade che potessero aggirare il diritto di scegliere liberamente tra tutti i sindacati senza esclusioni, come è invece accaduto per l'elezione degli Rsa. In queste elezioni, come nelle precedenti hanno partecipato il 70% degli impiegati e degli operai: la maggioranza ha votato per la Fiom e i propri candidati.

Non è il momento dei trionfalismi, ma dal 2011 a oggi è stato riconquistato il diritto d'iscriversi, di avere i delegati, leggere sulle bacheche, partecipare all'assemblea della Fiom grazie alla lealtà tra la Fiom e i lavoratori. Non era scontato che ce l'avremmo fatta.

Questa è la prima delle novità su cui ragionare, la seconda è il lancio di alcuni nuovi modelli che dovrebbero far aumentare la saturazione degli stabilimenti,e la firma del rinnovo del Ccsl e le novità che introduce (salario completamente premiale, introduzione 20 turni, limitazione ulteriore del diritto di sciopero).

Per la Fiom si apre una nuova fase il cui obiettivo è la ripresa della contrattazione attraverso il riconoscimento della scelta fatta con le elezioni dai lavoratori; questo passa dal riconoscimento di un dato di realtà: la Fiom in Fca e CnhI è il primo sindacato. Ritornare a essere soggetto contrattuale significa partire innanzitutto dalla futuro societario e produttivo del gruppo. Non può ritenersi normale che lavoratori e sindacati in Italia siano tenuti all'oscuro delle mosse dell'amministratore delegato. Manca anche la minima informazione, manca per tutti, anche per i sindacati firmatari. In tanti tifano ma nessuno sa, neanche il governo: possibili cessioni, fusioni, vendite; le indiscrezioni si moltiplicano, così mentre Gm risponde picche all'offerta di Marchionne negli Usa, in Italia ci si accontenta delle dichiarazioni.

Il dottor Altavilla ha recentemente affermato che nel 2018 sarà saturo il 100% della capacità produttiva e tutti a spellarsi le mani, qualche giorno dopo 600 operai della Maserati di Grugliasco vengono posti in cassa integrazione per un calo dei volumi.

Mentre in Italia neanche le informazioni sono state date negli Usa l'amministratore delegato siede al tavolo per il rinnovo del contratto per i lavoratori, in Italia questa considerazione non è riservata neanche a Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione quadri.

Negli Stati uniti il negoziato ha riguardato gli aumenti della paga base dei lavoratori e il riallineamento dei giovani che avevano un salario d'ingresso mentre in Italia la busta paga è congelata all'ultimo aumento dei minimi tabellari del 2013. Ma la cosa più importante è che negli Usa l'Uaw al termine del negoziato sottopone al voto di tutti i lavoratori l'accordo siglato; in Italia no.

La Fiom sente la responsabilità di essere il primo sindacato perché ha ricevuto la fiducia del 35,82% dei voti e ha eletto il 40,8% degli Rls eletti, in Marelli il 59,47% dei voti, in CnhI il 41,19% e non abbiamo intenzione di esercitare solo il legittimo diritto di critica agli accordi altrui, vogliamo essere allo stesso tavolo per negoziare. Ma i tavoli continuano a essere separati nonostante i risultati straordinari del voto.

Le prime elezioni democratiche consegnano alla Fiom e ai suoi delegati una grande responsabilità, ma la direzione aziendale e i sindacati del «contratto Fiat» non possono continuare a ignorare la volontà dei lavoratori. Il voto certifica che le relazioni sindacali previste dal Contratto specifico lasciano fuori dalla informazione e negoziazione il sindacato di maggioranza in un momento delicato nella vita di Fca e CnhI.

La Fiom non vuole sottrarsi alle proprie responsabilità nei confronti dei metalmeccanici con la lealtà dimostrata negli anni precedenti, è fondamentale che la direzione aziendale prenda atto dello stato di cose, c'è bisogno da subito di partire con un reale riconoscimento dei delegati e delle organizzazioni sindacali per affrontare comunemente il problema principale: il futuro produttivo, occupazionale, salariale e contrattuale.

La strada del negoziato unitario intrapreso a Brescia per affrontare i problemi dei lavoratori in quello stabilimento per la Fiom è il metodo da espendere a tutti gli stabilimenti: sia dove bisogna affrontare questioni legate a un calo dei volumi, sia dove per le salite produttive bisogna negoziare orario e salario. In fabbriche dove c'è la «cassa» e sono annunciati «nuovi modelli» (Cassino e Mirafiori per esempio) c'è grande attesa, mentre c'è preoccupazione dove i volumi non garantiscono l'occupazione per tutti (per esempio Jesi, Modena, Pomigliano e Brescia), mentre in altri dove non c'è un problema occupazionale i lavoratori subiscono ritmi e carichi inaccettabili a fronte di salari bassi (Val di Sangro, Suzzara, Melfi, solo per citarne alcuni).

La Fiom riparte dalle condizioni di lavoro, dalla salute e sicurezza, con i delegati andremo a verificare le reali condizioni di lavoro per modificarle quando queste pesano sulla vita in fabbrica. Ma accanto a tutto questo la Fiom non ritiene chiuso il capitolo riguardante i turni per l'utilizzo degli impianti e il salario. L'ultimo rinnovo del Contratto specifico non ha aumentato i minimi tabellari della paga, solo erogazioni premiali. Così la forbice tra i lavoratori in Fca e Cnhi e il resto dei metalmeccanici si allarga perché in queste settimane è ripartito il rinnovo del Contratto collettivo nazionale. Operai e impiegati di Fca e Cnh sono esclusi. La Fiom aveva avanzato la proposta alla direzione aziendale di negoziare un aumento in paga base che colmasse la differenza: 76 euro lordi. Ci è stato risposto di no perché la Fim in un volantino sostiene che «non hanno accettato aumenti collegati all'inflazione pari a zero» per la paga base: allora perché dopo un mese nella piattaforma presentata a Federmeccanica Fim e Uilm chiedono un aumento di 105 euro lordi?

Perché in Fca e Cnh non è stata presentata e votata una piattaforma dai lavoratori mentre in Federmeccanica si? Il tavolo per il rinnovo del Contratto nazionale è con tutti i sindacati, compresa la Fiom, quindi tutti potranno confrontarsi con la Federmeccanica su salario e norme mentre in Fiat no.

È nell'interesse dell'azienda dividere, è nell'interesse dei lavoratori essere uniti. Il sindacato non può continuare a dividere la forza negoziale dei lavoratori, basterebbe una piattaforma votata in assemblea e poi tutti a contrattare migliori condizioni rimettendo, con il voto, nelle mani dei lavoratori il diritto di decidere.

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