Domenica, 15 Settembre 2019 | 08 :13:03

A Torino tavoli separati perfino sulla Cig

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A Torino tavoli separati perfino sulla Cig

Nella seconda metà di luglio, a Torino, si è discusso della cassa integrazione per la carrozzeria di Mirafiori, e il 29, nella sede dell'assessorato regionale al lavoro si è svolto l'incontro tra l'azienda e le organizzazioni sindacali per l'esame congiunto della nuova richiesta di Cigs per un anno, a partire da fine settembre.

 

L'incontro ha visto ancora una volta le altre organizzazioni sindacali dichiarare di non volersi sedere allo stesso tavolo con la Fiom-Cgil, in quanto non firmataria del Ccsl. Ovviamente abbiamo evidenziato alla Regione la pretestuosità di tale comportamento, facendo notare che una richiesta di cassa integrazione non ha nulla a che vedere con il contratto specifico aziendale. Nonostante questo, però, gli incontri si sono svolti in modo separato seppur in contemporanea.Per la Fiom-Cgil la procedura si è conclusa senza un accordo, nonostante la volontà di non farsi condizionare dal fatto che l'azienda fosse arrivata con un accordo già sottoscritto in sede aziendale, senza coinvolgere i nostri delegati, benché un incontro preventivo si fosse svolto anche con noi. Anzi, a riprova della nostra buona volontà, abbiamo anche presentato un proposta scritta al tavolo, nella quale si chiedeva che con l'avvio della produzione del suv Levante, che dovrebbe arrivare sul mercato entro il primo semestre del prossimo anno, tutti i lavoratori tornassero, seppur parzialmente, al lavoro e che le verifiche fossero effettuate con tutte le Rsa, a differenza di quanto previsto dall'accordo. Tali proposte non sono state accolte.

Quindi la nostra è stata una valutazione prettamente sindacale, non inerente la necessità della cassa, bensì la sua gestione: l'avvio del nuovo modello poteva essere l'occasione per far rientrare progressivamente al lavoro quei tanti lavoratori (almeno 1.500) che da anni sono in cassa praticamente a zero ore. Invece verranno coinvolti coloro che già oggi vengono impiegati, seppur per pochi giorni al mese, nella produzione dell'Alfa Mito, più altri che sono stati spostati alla Maserati di Grugliasco. Dove intanto i numeri dei due modelli in produzione - Ghibli e Quattroporte - si stanno stabilizzando, scendendo, tra il 2014 e il 2015, da 40 a poco più di 30 mila vetture. Lo stabilimento di Mirafiori si conferma la cenerentola di Fca in Italia, con nuovi modelli che in questi anni sono stati prima promessi e poi dirottati altrove.

E nonostante il referendum di gennaio del 2011 stiamo ancora aspettando l'avvio della produzione effettiva del primo nuovo modello. Già sapendo che se non ce ne sarà almeno un altro è difficile pensare che tutti possano tornare al lavoro. E intanto con questa cassa siamo a 68 settimane consecutive dal 2011.

Ovviamente questa incertezza e questi ritardi hanno ricadute non positive sull'indotto, in sofferenza ormai da anni, dove la crisi ha cancellato migliaia di posti di lavoro. Non a caso anche in queste settimane si sono succedute notizie, sui tempi e il numero dei lavoratori coinvolti, che poi la stessa azienda ha dovuto smentire.

Non è scontato che Fca sia in grado di tener fede alla promessa, più volte ribadita, del rientro al lavoro di tutti entro il 2018. Almeno per Torino una strategia tutta incentrata sul cosiddetto «polo del lusso» rischia di essere insufficiente in termini di volumi e quindi di occupazione, sia a fronte di una concorrenza quanto mai agguerrita che di una situazione di mercato non del tutto prevedibile, per vetture destinate in buona parte all'esportazione fuori dall'Europa.

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