Domenica, 15 Settembre 2019 | 12 :00:35

Brescia, in Cnh la novità è un accordo unitario

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Nello stabilimento Iveco di Brescia il 13 luglio scorso è stato raggiunto l’accordo tra la direzione aziendale e di Cnhi, con le Rsa e con Fiom, Fim, Uilm, Fismic provinciali, sulla gestione dello stabilimento a seguito di una situazione che contestualmente riguarda l’andamento dello stabilimento bresciano e le scelte che Cnhi ha effettuato per gli stabilimenti di Suzzara (Mn), di Piacenza – Astra e per gli stabilimenti spagnoli di Madrid e Valladolid.

 

In sintesi, mentre per lo stabilimento Iveco di Brescia, dove viene prodotto l’Eurocargo, i volumi anche per i prossimi anni si manterranno su una dimensione che non consentirà la saturazione delle ore lavorabili dello stabilimento, negli stabilimenti di Suzzara e Piacenza viceversa si assisterà a un aumento della produzione, sia per il buon andamento dei veicoli che in quei siti sono prodotti, sia per la scelta di Cnhi di spostare produzioni dagli stabilimenti spagnoli a questi due stabilimenti italiani. L’incremento della  produzione ha già prodotto un aumento di organico per gli stabilimenti Suzzara e Piacenza ed entro il 2016 altri lavoratori potranno essere assunti, nell’ordine di alcune centinaia, secondo il programma che è stato fornito negli incontri. Sul sito di Brescia, nei prossimi mesi, saranno messi a regime tre interventi:  l’allestimento di minibus per trasporto passeggeri su scocca Iveco Daily, la motorizzazione ibrida dei veicoli Eurocargo e Daily e l’ampliamento del reparto di spedizione. Questi interventi impiegheranno oltre 200 lavoratori e concorreranno alla saturazione, stante i volumi Eurocargo.

L’accordo di luglio 2015 affronta questa situazione, con la complessità delle citate articolazioni, a partire dal fatto che dalla fine di agosto è terminato il quarto anno di Contratto di solidarietà ed è iniziato un anno di Cassa integrazione straordinaria per crisi visto che le nuove disposizioni sugli ammortizzatori sociali, che il governo andrà a varare, non consentiranno probabilmente un ricorso agli stessi nella misura degli anni scorsi, pur permanendo la situazione critica anche per gli anni a venire.

L’accordo prevede la possibilità del trasferimento presso gli stabilimenti, che dovranno ampliare gli organici, per i lavoratori che aderiranno alla proposta che l’azienda ha fatto pervenire a tutti i dipendenti alla fine di agosto; in ogni modo, le parti manterranno monitorato l’andamento di tutti i fattori che hanno determinato la situazione che ha portato all’apertura del confronto sindacale e a giungere poi all’accordo sottoscritto unitariamente. Non aiutano certamente, sia la situazione del mercato dei veicoli medi, dove pure Iveco mantiene la quota maggiore di mercato, sia la scelta del governo di ridurre le coperture degli ammortizzatori sociali che per quanto riguarda lo stabilimento di Brescia avrebbero consentito una maggiore possibilità di gestione e di soluzione dei problemi aperti.

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