Domenica, 15 Settembre 2019 | 07 :46:42

IVECO. Brescia si gioca il futuro

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Dal mese di febbraio la direzione di Cnhi – Iveco ha convocato una serie di incontri sindacali presso la sede dello stabilimento Iveco a Brescia, con la presenza di tutte le organizzazioni sindacali e delle Rsa dello stabilimento. il tema principale degli incontri è stata la prospettiva dello stabilimento bresciano per gli anni 2015/2016.

Non correre 

 

A Brescia è in corso il quarto  anno di Contratto di solidarietà che terminerà nel mese di agosto 2015. L’organico dello stabilimento è di oltre 2.300 tra operai e impiegati. La direzione ha impostato la discussione con un’analisi che riguarda la produzione attuale e futura del veicolo medio Eurocargo, con una visibilità da oggi al 2016. Le analisi confermano due elementi: il primo è che le quote del  mercato dei veicoli medi complessivamente in Europa non aumenteranno di molto rispetto alle attuali, assestandosi su circa la metà del mercato pre-crisi; in questa situazione, come secondo elemento, Iveco mantiene nel segmento dei medi la quota maggiore, superando le case tedesche, Mercedes in testa, assestandosi al 30% del mercato.

Viene stimato che questi due elementi non cambieranno nei prossimi 3-4 anni.  Con questa impostazione, secondo Iveco, non si riuscirà a saturare gli impianti e la manodopera che attualmente è presente a Brescia, quantificando tale insaturazione pari a 800 addetti. Per dare risposta a questa situazione Cnhi propone due interventi. Il primo riguarda una serie di investimenti sullo stabilimento per un valore di circa 32 milioni di euro, con il rinnovo della gamma Eurocargo,con l’insediamento presso un'area oggi vuota di un reparto che allestirà minibus su scocca Daily e di una area di spedizione rinforzata rispetto a quella attuale.

Questi interventi a regime impegneranno circa 200 lavoratori. Per quanto riguarda gli altri 600 addetti a cui manca la saturazione l’azienda ha proposto che vengano trasferiti presso gli stabilimenti di Iveco Suzzara e di Astra Piacenza, con priorità per lo stabilimento di Suzzara. Nel mese di aprile, Iveco ha comunicato che intende avviare una riorganizzazione a livello europeo per tutte le gamme Iveco; infatti la Spagna avrà l’intera produzione dei veicoli pesanti Stralis sugli stabilimenti di Madrid e di Valladolid, mentrea Suzzara sarà concentrata  tutta la produzione dei veicoli leggeri New Daily.

A Piacenza-Astra saranno concentrati tutti i veicoli speciali camionati, compresi quelli che vengono oggi prodotti a Madrid. Allo stabilimento di Brescia saranno prodotti i veicoli medi. Un riassetto che porterà in Italia tutta la produzione dei veicoli leggeri e tutta la produzione dei veicoli speciali, aumentando a regime gli organici degli stabilimenti interessati, mentre a Brescia, secondo quanto comunicato, l’organico calerà di molto, gli operai nel progetto aziendale scenderanno di 600 unità e tutto fa supporre che anche gli indiretti e gli impiegati potrebbero calare.

La vertenza oggi aperta con la direzione è su come usufruire della disponibilità di posti di lavoro che si è aperta presso gli stabilimenti di Suzzara e Piacenza: come Fiom-Cgil abbiamo affermato fin dall’inizio che i trasferimenti devono essere attuati con l’adesione volontaria dei lavoratori, che non si possono accettare forzature e che qualora servisse si dovrà ricorrere agli ammortizzatori sociali per sopperire alle insaturazioni che si dovessero verificare nei prossimi mesi. Gli incontri continueranno a partire dalla metà di maggio, l’azienda auspica che si possa giungere a un accordo sindacale per la gestione della situazione.

Per quanto ci riguarda i presupposti per un accordo ci possono essere nel rispetto delle scelte dei lavoratori e in una previsione del mantenimento occupazionale e produttivo dello stabilimento di Brescia.

* Fiom Brescia

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