Domenica, 15 Settembre 2019 | 07 :47:55

FCA CASSINO. Ripartire dall'Alfa, senza cancellare il passato

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I quotidiani locali ogni giorno scrivono della ripartenza dello stabilimento di Piedimonte San Germano, ma la direzione aziendale ha chiesto di prorogare la cassa integrazione per un ulteriore anno. Intanto il 24 giugno si avvicina, data in cui dovrebbe essere presentata la nuova vettura e in stabilimento continuano i lavori per la realizzazione degli impianti – di conseguenza si lavora dieci giorni al mese in media – per la linea che per il momento produce la Giulietta, in quanto la linea della Delta e della Bravo sono state dismesse per far posto ai nuovi modelli annunciati dall’amministratore delegato.

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Il clima in fabbrica è confuso: tra aspettative sul rilancio dell’Alfa e il persistere degli ammortizzatori sociali che stanno creando un forte disagio economico, mentre nei giorni di lavoro al montaggio l’impostato in linea è di 210 vetture per turno. Questo ha portato a un innalzamento dei ritmi di lavoro e alla riduzione della forza lavoro sulle linee. L’8 maggio 2016 dovrebbe cessare definitivamente la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione, almeno così ha comunicato l’azienda il 13 aprile, e tutti dovrebbero tornare al lavoro. Attualmente lavora, a rotazione, il 40% delle maestranze, mentre una parte è in trasferta in altri stabilimenti, in particolare a Melfi.

La Fiom insieme ai delegati valutando positivamente gli investimenti che si stanno realizzando ha avviato una consultazione a partire dagli iscritti per poi raggiungere tutti i lavoratori per rilanciare l’occupazione, migliorare le condizioni di lavoro e salariali.
Avendo la consapevolezza che il rilancio del marchio Alfa passerà sulle linee dello stabilimento di Piedimonte, la Fiom rilancia la propria iniziativa chiedendo l’apertura urgente di un tavolo negoziale unitario, anche con le istituzioni, per ricevere le informazioni utili ad avanzare una proposta complessiva per il rilancio dell’occupazione e la ripartenza del archio Alfa.

La sfida della Fiom è di voltare pagina rispetto al passato. Per dare la svolta c’è bisogno di un tavolo unitario per discutere presente e futuro senza dimenticare il passato.

La Fiom con i delegati propone quindi che si tenga rapidamente un incontro con tutte le organizzazioni sindacali, per ricevere tutte le informazioni utili a sviluppare sulla base dei volumi produttivi una proposta che garantisca il ritorno al lavoro di tutte le maestranze, un incremento dell’occupazione, migliori condizioni di salute e sicurezza in fabbrica. Il passo successivo sono le assemblee per decidere con le lavoratrici e i lavoratori il mandato per un negoziato con la direzione aziendale.

* Fiom Cassino

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