Mercoledì, 23 Ottobre 2019 | 00 :03:57

Maserati Grugliasco sulle spalle dell’ex Bertone

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La ex Bertone, ora Maserati, è stata acquisita dal gruppo Fiat nel 2009, dopo un lungo periodo di crisi che è iniziato nel 2003, anno in cui i lavoratori sono stati collocati in cassa integrazione. Durante questi anni costante è stata la battaglia dei lavoratori insieme ai delegati e alla Fiom, per salvare l’azienda e tutelare il loro posto di lavoro.

Come detto sopra, la ex-Bertone è stata acquisita dal Gruppo Fiat attraverso una procedura fallimentare e nel 2010 sono iniziati i lavori di ristrutturazione dello stabilimento con il successivo avvio della produzione della prima vettura Maserati Quattroporte poi seguita dalla Ghibli. Attualmente si producono 140 vetture al giorno che consentiranno, con questo trend, di arrivare nel 2015 a produrne 37.000 impiegando 2.500 lavoratori circa.

 

Negli ultimi mesi molti lavoratori della Carrozzeria, ora in cassa integrazione, sono stati spostati nello stabilimento Maserati. Ciò rappresenta sicuramente un fatto positivo anche perché come Fiom, già dalla fine dell’anno scorso, avevamo richiesto all’azienda di far rientrare a lavorare nello stabilimento di Grugliasco coloro che erano in cassa integrazione negli altri siti produttivi a partire da quello di Mirafiori.

In questo primo anno, da quando come Rsa siamo rientrati, abbiamo ricominciato a far sentire la nostra presenza in fabbrica. Le altre Organizzazioni sindacali sono praticamente sparite e quando si fanno vedere è solo per accompagnare acriticamente i processi aziendali. Al di là della nota positiva delle produzioni in aumento, molti problemi sono da affrontare. Soprattutto per quanto riguarda le condizioni di lavoro e i carichi. Con la nuova organizzazione del lavoro e l’azzeramento dell’accordistica che si aveva nel gruppo Fiat e alla ex-Bertone le persone fanno maggiore fatica, soprattutto al montaggio dove sono presenti delle postazioni che hanno vari fattori di criticità. Stiamo affrontando queste problematiche, come quelle legate alla Sicurezza sul lavoro con interventi continui da parte del nostro Rls da poco rientrato in carica.

Tra le azioni che abbiamo messo in campo c’è stata anche quella dello sciopero con assemblea ai cancelli effettuato il 16 giugno scorso per dare le corrette informazioni sulla questione dei 12 turni, informazioni che le altre organizzazioni non hanno dato tempestivamente pur avendo firmato l’accordo. Con lo sciopero abbiamo messo al centro dell’attenzione le questioni sugli orari di lavoro che fanno il paio con le condizioni oggettive di vita dei lavoratori.

Da sottolineare è la poca agibilità che hanno le Rsa. Otto ore di permesso al mese sono niente rispetto alle esigenze che abbiamo per tutelare al meglio i lavoratori e per dargli la giusta rappresentanza.

Noi pensiamo che all’interno del gruppo Fiat, tutti insieme, stabilimento per stabilimento, coordinandoci nelle iniziative e ognuno facendo ciò che è nelle condizioni di poter fare, dando comunque sempre il proprio contributo, conquisteremo con il tempo quel ruolo contrattuale che al momento non ci viene riconosciuto dall’azienda. Per fare ciò bisognerà dotarsi di tutta la nostra forza e intelligenza ripartendo dalle condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori. Il cammino sarà lungo e faticoso ma insieme abbiamo la determinazione per affrontarlo.

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