Lunedì, 23 Ottobre 2017 | 15 :37:58

Maserati Modena, centenario con tanti dubbi

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Il 2014 è l'anno del centenario di Maserati, ma quale sarà il futuro della Maserati di Modena? Questa è la domanda che da tempo, come Rsa Fiom-Cgil e come Fiom-Cgil provinciale, stiamo cercando di rivolgere alla Direzione aziendale di Maserati senza avere nessun tipo di risposta e di confronto su questo tema.

I tentativi sono stati numerosi ma la Direzione aziendale continua a non voler riconoscerci un ruolo di rappresentanza. Stesso tentativo è stato fatto nei confronti di Fim, Uilm, Fismic cercando di coinvolgerli in un percorso unitario ma anche da parte loro c'è stato un diniego ad affrontare qualsiasi tema con la Rsa Fiom- Cgil e la Fiom-Cgil di Modena.

Probabilmente Fim, Uilm, Fismic si accontentano delle non verità che Maserati sta continuando a propinargli. La quotidianità dentro lo stabilimento dice cose diverse rispetto ai proclami di Maserati.

 

Le vetture in produzione a marchio Maserati sono a fine serie e non si capisce se sono previsti modelli sostitutivi per lo stabilimento modenese.

Il rilancio dell'Alfa Romeo, che doveva partire attraverso la produzione del modello 4C sta tardando, ad oggi le vetture prodotte dell'Alfa 4C sono nettamente inferiori agli obiettivi di Maserati. Il tema sul futuro della Maserati a Modena deve avere un interessamento delle istituzioni locali, le quali saranno da noi sollecitate a convocare un tavolo unitario con la presenza di Masarati.

Siamo a conoscenza che esiste un progetto di collaborazione con la Facoltà di Ingegneria per creare un polo di progettazione e di sviluppo di motori, un progetto interessante che consentirebbe di sviluppare e progredire quella conoscenza tecnica e di progettazione caratteristica di questo territorio, la cosa da chiarire è se nell'ambito di questo progetto ci sia anche la costruzione dei motori e quindi la loro produzione, fatto indubbiamente non secondario rispetto al futuro dello stabilimento modenese.

Pochi giorni fa, è stato votato dalle Rsa firmatarie, Uilm, Fim, Ugl, Fismic, Ass. Quadri e Capi Fiat, di tutte le unità produttive del gruppo Fiat, il rinnovo del Ccsl dell' 11 luglio scorso. Se a livello generale il risultato del voto era scontato, non ha trovato lo stesso epilogo nello stabilimento Maserati di Modena, dove la maggioranza dei delegati firmatari (6 su 7) ha detto no al rinnovo del Ccsl.

La elargizione di 260 euro lordi nella busta paga di luglio non ha fatto felice nessun lavoratore. Uno scenario che le Rsa delle sigle firmatarie già immaginavano e infatti hanno preso una posizione.

Questo è stato anche il frutto di un lavoro sindacaledi contrasto svolto nel corso di questi lunghi mesi portato avanti dai delegati Fiom dello stabilimento modenese. In ogni assemblea si cercava di smontare ogni debole difesa di quel contratto trovando sempre il plauso dei lavoratori. Oltretutto, le pressioni dei lavoratori stessi hanno certamente condizionato una situazione che difficilmente loro riescono a gestire giorno per giorno. Il giorno successivo il verbale di votazione, la Rsa Fiom è uscita con un comunicato sottolineando e ribadendo il fatto che prima o poi i nodi vengono al pettine, e chiarendo, a tal proposito, che espresse certe posizioni bisogna poi essere conseguenti: indire subito un'assemblea dove spiegare le ragioni di tale dissenso; chiarire quale futura linea alternativa vorrebbero intraprendere e soprattutto quale posizione vorrebbero sviluppare per smascherare una azienda che non dice qual'è il progetto futuro dello stabilimento di Modena.

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