Martedì, 22 Ottobre 2019 | 23 :49:45

Formare il sindacato delle diversità

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Quando iniziai a discutere con il coordinamento migranti della Fiom, composto da delegate e delegati stranieri del Comitato centrale e dai responsabili migranti dei vari territori, mi accorsi che l'esigenza di tutela dei lavoratori stranieri è ovviamente molto più ampia, così come la loro necessità a integrarsi. È quindi necessario che il gruppo dirigente della Fiom abbia le competenze necessarie per rispondere a queste necessità. Nel momento in cui si contrattano le condizioni dei lavoratori di una fabbrica in cui sono presenti lavoratori stranieri è necessario tenere presenti le loro esigenze specifiche e la loro diversità di fronte alla legge rispetto ad un cittadino italiano. Perchè anche di questo si tratta.

 

La Fiom conta ormai più di 32.000 iscritti stranieri che in alcuni territori arrivano a essere più di un terzo del totale degli iscritti. La punta più alta è Treviso, dove sono più del 35%, a Modena sono il 25%, a Bergamo sono il 16,5%. Le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici stranieri si concentrano nelle regioni dell'Emilia-Romagna, della Lombardia e del Veneto, che hanno in valore assoluto il numero maggiore di migranti iscritti alla nostra organizzazione.

Non si può non tener conto di questo dato. E le differenze presenti nell'organizzazione devono essere accettate e usate come potenziale, come un valore aggiunto all'organizzazione. La Fiom deve diventare sempre di più un sindacato inclusivo, in grado di favorire l'espressione del potenziale individuale e di utilizzarlo come leva strategica per il raggiungimento degli  obiettivi organizzativi. Per questo il coordinamento ha ritenuto utile proporre all'organizzazione una fase di formazione del gruppo dirigente allargato, a partire dai territori dove si concentra il maggior numero di lavoratori metalmeccanici stranieri. Si è convenuto insieme di partire con un primo modulo che abbiamo deciso di chiamare «Rappresentare le diversità: la lavoratrici e i lavoratori migranti». Il modulo è stato progettato insieme all'Inca che ha collaborato alla realizzazione del corso. La finalità del corso è di fornire ai funzionaridella Fiom competenze sui temi dell'immigrazione e linee guida sulla contrattazione
aziendale e difensiva al fine di rispondere meglio alle problematiche delle lavoratrici e dei lavoratori stranieri per avere un ritorno positivo in termini di consenso e di tesseramento.

Dura una giornata, fino a oggi è stato fatto a dicembre, in forma sperimentale dalla Fiom di Modena, prima che partisse il congresso. Il riscontro è stato buono e vogliamo continuare. Subito dopo il congresso riprenderemo i corsi di formazione: l'obiettivo è quello di formare tutto il gruppo dirigente sui temi dell'immigrazione e del rispetto e valorizzazione delle diversità. Bisogna rivisitare la mappa delle competenze messe in cantiere per i diversi ruoli nella Fiom con un'ottica “mirata” al tema della diversità.

Siamo di fronte a una prova epocale: nel terzo millennio è la capacità di integrare e valorizzare la diversità la vera sfida per le  generazioni future. Lo è anche per la Fiom.

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