Domenica, 15 Settembre 2019 | 11 :56:42

Se il Project Manager è pagato come un commesso

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Dal 30 marzo le imprese del terziario hanno un nuovo contratto nazionale unitario, che interessa circa 3 milioni di lavoratrici e lavoratori di aziende anche molto diverse tra loro, dalla distribuzione commerciale fino all'informatica. Non entro nel merito del contratto né sul giudizio di temi che pure sono cruciali come gli enti bilaterali, la precarietà, gli orari di lavoro, la flessibilità. Mi permetto però una riflessione sulle novità introdotte rispetto all'informatica. Novità che ci riguarderanno direttamente, visto che una parte degli informatici è inquadrata dal contratto dei metalmeccanici.

 

Il nuovo contratto del terziario definisce, infatti, per la prima volta una classificazione del personale nelle imprese Ict su modello europeo. Non discuto sul fatto che la declaratoria introdotta sia efficace nell'individuare i nuovi profili, in considerazione delle caratteristiche del settore e della evoluzione dei suoi profili professionali. Ciò che non convince è la generale operazione di sotto-inquadramento, che rischia di avere effetti ben oltre il campo di applicazione del terziario, producendo un vero e proprio «dumping contrattuale» ai lavoratori cui oggi si applicano altri contratti, tra cui quello dei metalmeccanici. Secondo la nuova classificazione, figure professionali oggi inquadrate a livelli medio-alti finiscono per essere classificati invece su livelli medio-bassi.

Ecco alcuni esempi. Un Project Manager è finalmente individuato come colui che «definisce, implementa e gestisce progetti dal concepimento iniziale alla consegna finale. Responsabile dell'ottenimento di risultati ottimali, conformi agli standard di qualità, sicurezza etc etc». Una figura professionale per cui si presuppone alto contenuto professionale, responsabilità di direzione esecutiva, autonomia, funzioni di coordinamento e controllo. In una azienda metalmeccanica una figura di questo tipo oggi è più o meno un VII livello o addirittura un quadro (un I livello nel contratto del terziario che ha una scala inversa alla nostra: dal VII, addetti alle pulizie e garzoni, fino al I, capo servizio e gestore di negozio).

Cosa accade invece nel nuovo contratto del terziario? Semplice, il Project Manager è sì colui che implementa e consegna un progetto in piena autonomia decisionale e gestionale, ma al III livello, cioè quello che oggi, nelle aziende informatiche (almeno in quelle medio grandi) corrisponde più o meno al livello di entrata.

Insomma, senza niente togliere a nessuno e dando per scontato che tutti dovrebbero essere pagati di più a prescindere dalle mansioni, mi permetto di far notare che un Project Manager, laureato e con esperienza, sarà pagato quanto uno stenodattilografo, un commesso di libreria o un operaio specializzato.

Un altro esempio. Un System Analist, cioè colui che «assicura il disegno tecnico e contribuisce all'implementazione di nuovo software», anch'egli come minimo laureato, è inquadrato al IV livello, cioè come un cassiere comune, che corrisponde a un operaio metalmeccanico di linea. Paradossale, peraltro, che all'interno della stessa classificazione, lo stesso System Analyst finisca per avere identico inquadramento di un Service Desk Agent, che, detto in italiano, è un addetto a un call center.

Il punto non è la definizione delle mansioni e le funzioni descritte, presa a prestito peraltro da standard già utilizzati in Europa. Il problema sta nello slittamento verso il basso dei livelli di inquadramento corrispondenti (almeno uno ma più spesso due o tre livelli inferiori a quelli normalmente utilizzati oggi) a cui è funzionale un generale processo di appiattimento delle figure professionali. Su 24 qualifiche censite, soltanto una – il Chief Information Officer – corrisponde al livello più alto, cioè il I livello (nessuna peraltro al I super!) e ben nove invece corrispondono al IV, quello cioè dell'addetto generico, cioè il commesso di un supermercato. La maggior parte delle mansioni è classificata nei livelli che corrispondono al III e IV dei metalmeccanici. Inverosimile, perchè nelle aziende informatiche che applicano il nostro contratto, la maggior parte degli addetti è inquadrata due o tre livelli sopra a questi, tra il VI e il VII.

Non è difficile immaginare gli equilibri che la concorrenza sul mercato determinerà e la tentazione che avranno molte aziende, oggi metalmeccaniche, a passare al nuovo contratto del terziario se questo consentirà loro un simile risparmio. Con buona pace, ovviamente, dell'innovazione di cui il settore informatico italiano avrebbe invece bisogno! Perché le aziende che applicheranno il contratto del terziario potranno anche pagare un Project Manager quanto il commesso di un supermercato, ma, senza niente togliere al lavoro e alla professionalità di nessuno, mi domando se pretenderanno altrettanta competenza, professionalità e innovazione.


* Ufficio studi Fiom nazionale

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