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Contrattando 11/2013

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Il 21 giugno è stato firmato dalla Fiom e dalla direzione dell'HP Es un accordo che recepisce i contenuti della Carta rivendicativa Fiom. Sull'orario di lavoro, sui trattamenti normativi e sulla malattia resta in vigore quanto sottoscritto dall'accordo aziendale vigente e quanto previsto dal Contratto collettivo nazionale del 2008. Riconosciuta la piena
agibilità aziendale e i diritti per la Fiom e la proporzionalità del voto nelle elezioni per la Rsu.

 

Rinnovato il contratto aziendale alla Vimec di Luzzara (Reggio Emilia), azienda produttrice di montascale ed elevatori che occupa circa 160 lavoratori. L'intesa, siglata il 25 giugno, prevede un aumento salariale di 60 euro a regime che integra quanto previsto dal Contratto nazionale separato del 2012. L'azienda riconosce la piena agibilità sindacale per la Fiom, recepisce i contenuti della parte normativa del Contratto nazionale del 2008 (secondo quanto previsto dalla Carta rivendicativa Fiom). Definito anche un premio di risultato di 7.400 euro che verrà erogato nell'arco di quattro anni; previsto anche un incremento del premio feriale annuo che arriverà a 1.500 euro annui a partire dal 2014.

Accordo raggiunto ai Cantieri navali di Ancona. Verranno realizzate due nuove navi da crociera. Per i 24 mesi previsti per la costruzione delle navi, l'intesa stabilisce che di comune accordo con la Rsu verrà definito un modello di organizzazione del lavoro che eviterà il ricorso ad aumenti degli orari di lavoro individuali. Sono previsti anche percorsi formativi per i lavoratori allo scopo di facilitarne la rotazione nelle mansioni. L'accordo, il 2 luglio, è stato sottoposto al voto dei lavoratori: su 524 dipendenti hanno votato in 425. Favorevoli 345 (81,2%), contrari 75 (17,64%), astenuti 5. Molto importante l'accordo firmato il 27 giugno alla Selex Es, la più grande azienda del gruppo Finmeccanica. Il punto di partenza della vertenza era la richiesta avanzata dall'azienda di collocare circa 2.000 lavoratori in Cassa integrazione a zero ore. Il punto di arrivo, dopo una lunga trattativa, è la sottoscrizione unitaria da parte di Fim, Fiom e Uilm, Coordinamento delle Rsu e azienda di un accordo quadro che prevede un processo di riorganizzazione aziendale di 24 mesi (prorogabile di altri 12 mesi), il ricorso per circa 800 lavoratori alla Cigs a zero ore finalizzata alla mobilità volontaria per l'accompagnamento alla pensione. Il ricorso alla CIigs senza rotazione per il biennio 2013/15 interesserà 1.350 lavoratori. In entrambi i casi è prevista l'integrazione salariale all'80% della retribuzione aziendale. Inoltre, per far fronte alla crisi verranno utilizzati fino al luglio 2015 i Contratti di solidarietà difensivi per 1.250 unità equivalenti (saranno coinvolti circa 9.000 lavoratori) allo scopo di contenere gli esuberi e di portare a compimento il processo di riorganizzazione. Per questi lavoratori, la riduzione dell'orario settimanale sarà del 13%, cioè due giornate mensili di lavoro in meno per ogni singolo dipendente (retribuite all'80%). È prevista anche la stabilizzazione a tempo indeterminato di circa 80 lavoratori assunti con contratto di somministrazione e viene prevista l'assunzione di circa 300 giovani con contratto di apprendistato nel corso della realizzazione del piano di riorganizzazione aziendale.

L'intesa verrà discussa e votata dai lavoratori del gruppo nei prossimi giorni. Presìdi e sciopero di due ore, il 26 giugno, nelle sedi italiane della Abb (tecnologia per l'automazione e l'energia), multinazionale elvetico-svedese. Definizione degli orari, premi di risultato insufficienti, mancata stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari che durano da anni: sono queste le principali ragioni della mobilitazione dei lavoratori che ha visto un'ampia partecipazione. Proclamate 8 ore di sciopero alla DDway (information technology), società del gruppo Dedagroup Ict Network, dopo il nulla di fatto dell'incontro tra Rsu e direzione aziendale del 26 giugno. L'azienda ha confermato che gli esuberi sono 294 e che la Cassa integrazione a zero ore non ha alternative; non sembra, inoltre, interessata a presentare un piano di rilancio produttivo che valorizzi anche le attività e i lavoratori acquisiti con il recente assorbimento della Csc.

È previsto un incontro istituzionale presso il ministero del Lavoro per discutere la difficile situazione dei lavoratori. Continua la mobilitazione dei lavoratori della Berco (macchine movimento terra e macchine per l'agricoltura). Nelle settimane scorse la ThyssenKrupp, proprietaria dei quattro stabilimenti italiani Berco, aveva annunciato 611 licenziamenti. Una delegazione di lavoratori ha manifestato ad Essen, in Germania, il 28 giugno, sotto la sede sociale della multinazionale tedesca. Al loro fianco anche i rappresentanti della Ig Metall e del sindacato mondiale dell'industria IndustriAll.

Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto di incontrare i vertici della multinazionale per riaffermare la contrarietà ai licenziamenti e la necessità di un accordo che, attraverso la solidarietà, mantenga i posti di lavoro per tutti. «I lavoratori italiani - ha detto Gianni Venturi, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom-Cgil - hanno già pagato e stanno ancora pagando un pesante tributo alla crisi industriale e, in particolare, a quella del settore siderurgico. Berco ritiri i licenziamenti e si apra un tavolo negoziale fondato sulla affidabilità reciproca degli interlocutori. Se ciò non è avvenuto finora, la responsabilità è tutta di Berco e all'Azienda tocca quindi fare il primo passo.» Verifica dell'applicazione degli accordi sugli ammortizzatori sociali nel Gruppo Italtel (telecomunicazioni) e avvio di un confronto serrato con la direzione aziendale e con il governo.

È quanto chiede il coordinamento nazionale del Gruppo Italtel di Fim, Fiom, Uilm che, con le Segreterie nazionali dei sindacati metalmeccanici, si è riunito il 26 giugno a Roma. Il comunicato sindacale emesso in conclusione dell'incontro esprime preoccupazioni sul futuro dell'azienda: mentre molti lavoratori, con grandi sacrifici, si trovano in Cassa integrazione e mobilità, le ore lavorate aumentano, sono ormai prossime le verifiche con le banche creditrici e l'Agenda digitale italiana, possibile occasione di sviluppo per il settore informatico, non decolla.

Alta adesione alle due ore di sciopero dei lavoratori del gruppo Kone (elevatori) a sostegno della piattaforma per il rinnovo del contratto aziendale che riprende i contenuti della Carta rivendicativa della Fiom. Circa il 70% dei lavoratori nei diversi siti hanno aderito allo sciopero del 3 luglio con punte dell'85% in alcune realtà.

La trattativa andrà avanti nei prossimi giorni.

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