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Contrattando 5/2013

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L'accordo firmato l'8 marzo 2013 tra la Fiat e Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Associazione Capi e Quadri Fiat, le organizzazioni firmatarie del Contratto specifico di primo livello del 2011, interessa 86 mila lavoratori di Fiat spa e Fiat Industrial spa. I sostenitori dell'accordo affermano che ci sono 40 euro lordi mensili di aumento per i lavoratori di 3° livello (5 euro in più del contratto Federmeccanica a cui Fiat non aderisce) a partire dal mese di febbraio e 120 euro come premio di produttività legato alla presenza. La stampa e gli organi di informazioni hanno dato credito, per lo più, a questa lettura superficiale dell'accordo.

 

A leggere bene l'intesa la realtà che emerge è un'altra. C'è, innanzitutto, la questione cassaintegrati. Le ore di cassa integrazione per i lavoratori del Lingotto nel corso del 2012 sono state oltre 50 milioni e hanno coinvolto un po' tutti gli stabilimenti del gruppo. Per quest'anno, le prospettive del mercato non sono certo rosee; legare quindi una parte del salario alla  presenza in fabbrica significa, come fa questo accordo, in altre parole, negare quei soldi ai cassaintegrati.

Ne consegue che se lo scorso anno i lavoratori posti in cassa integrazione, a prescindere dalle ore di lavoro svolte, hanno percepito 600 euro, con il nuovo accordo per il periodo in cui saranno in cassa integrazione, e quindi non presenti in fabbrica, non riceveranno nulla.

Ma oltre a questo, andando nel dettaglio, secondo i calcoli della Fiom riportati da Sempre peggio un volantone/tabella scaricabile dal sito Fiom , i 103,31 euro del «premio di competitività» per 13 mensilità e le 600 euro del «premio straordinario» (entrambi previsti dal CCSL) sono stati cancellati e sostituiti con un incentivo di 0,82 euro per ora «effettivamente lavorata in regime di lavoro ordinario». Facendo un po' di conti un operaio o un impiegato di 5 livello che non si assenta mai, non fa una sola ora di cassa integrazione (cosa assai improbabile visto l'andamento disastroso del mercato dell'auto), o un'ora di malattia, o un minuto di pausa (perché dalla lettura del testo sembrerebbe che anche le pause debbono essere sottratte) percepirebbe 393,24 euro di aumento in paga base a cui si sommerebbero i 309,93 euro di «premio di competitività» (che si esaurisce con marzo) e i 1.074,97 di «incentivo di produttività» arrivando a un totale di 1.778,14 euro. Il che significa che rispetto ai 1.943,03 euro del 2012 avrà in busta paga ben 164,89 euro in meno.

In conclusione, l'ammontare della buste paga per il 2013 sarà inferiore rispetto all'ammontare dell'anno scorso, e si avranno riduzioni che andranno dagli 88,12 euro in meno per i lavoratori di prima fascia ai 164 euro per quelli di quinta.

«Gli unici miglioramenti che ci sono - ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiomriguardano aver reintrodotto la tutela della maternità e degli infortuni, e ci sono stati grazie alla lotta e alle denunce che le lavoratici della Fiom hanno fatto». Insomma, quando sei cassintegrato e quindi non puoi produrre non hai l'incentivo di produttività, quando lavori a tempo pieno, sei presente e produci , comunque guadagni di meno rispetto a prima.

Affrontare le crisi delle aziende senza venir meno all'impegno di solidarietà tra i lavoratori: è una strada percorribile e lo dimostra l'intesa firmata alla Electrolux il 9 marzo da Fim, Fiom e Uilm. A rischio erano ben 636 lavoratori degli stabilimenti di Susegana (Treviso), Solaro (Milano), Porcia (Pordenone) e Forlì. I licenziamenti non si faranno grazie al ricorso al Contratto di solidarietà difensivo per 2 anni per gli stabilimenti di Susegana, Solaro e Porcia. Per i lavoratori di Forlì è prevista la proroga per 12 mesi della Cassa integrazione guadagni straordinaria e il ricorso, nel caso persistessero le difficoltà produttive, ai Contratti di solidarietà per i successivi due anni. I Contratti di solidarietà verranno avviati a partire da aprile e prevedono la possibilità di una riduzione fino al 60% dell'orario su base quadrisettimanale. La rotazione di tutti i lavoratori nonché le modalità di applicazione dell'accordo verranno monitorate dalle Rsu dei singoli stabilimenti. Il principio regolatore sarà quello della rotazione di tutti i lavoratori con un turno di lavoro di riferimento di 6 ore. Il Contratto di solidarietà prevede per legge una integrazione del salario per le ore non lavorate pari al 60%. Ma l'intesa attingerà ai fondi previsti dalla finanziaria per l'anno 2013 per garantire ai lavoratori in solidarietà una integrazione pari all’80% delle ore non lavorate, che significa una migliore tutela salariale rispetto a quanto prevede normalmente la Cassa integrazione. Negli stabilimenti del gruppo si svolgeranno assemblee per presentare tutti i contenuti dell'intesa che verrà sottoposta al voto dei lavoratori tramite referendum.

Proclamate da Fim, Fiom e Uilm due ore sciopero di tutti i lavoratori del gruppo Marcegaglia per il 26 marzo. La decisione è stata presa dopo l'incontro con l'azienda tenuto l'8 marzo sulla situazione dello stabilimento di Pozzolo Formigaro dove, con la cessazione della produzione dei tubi a freddo, verrebbero a crearsi una condizione di esubero per 73 lavoratori. L'azienda non ha risposto positivamente alle proposte avanzate unitariamente dai sindacati per una soluzione che consentisse la ricollocazione certa dei 73 lavoratori.

Come ha denunciato più volte la Fiom, il gruppo siderurgico vuole le mani libere nel portare avanti il processo di ristrutturazione e di riorganizzazione dei suoi stabilimenti. Il gruppo siderurgico rifiuta un confronto complessivo sui piani industriali con il sindacato. Saranno quindi presto messe in cantiere nuove iniziative sindacali di lotta. Sotto il segno della solidarietà anche l'accordo raggiunto il 14 marzo tra l’Ilva di Taranto e i sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm sulla gestione delle conseguenze occupazionali nella fase di riduzione dell’attività produttiva. L'azienda, il 19 febbraio, aveva richiesto per lo stabilimento di Taranto la messa in Cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione per due anni di 6.507 lavoratori su un organico di 11.457. L'accordo raggiunto ribalta questa logica grazie all'utilizzazione del contratto di solidarietà di tipo difensivo per 24 mesi esteso a tutti i dipendenti dello stabilimento di Taranto. La riduzione dell'attività lavorativa prevista dall'accordo è equivalente, al massimo, alle ore mensili che sarebbero lavorate da 3.749 dipendenti. La riduzione dell'orario lavorativo per il prossimo anno coinvolgerà tutti lavoratori con una percentuale media massima di riduzione dell'orario pari al 34% La riduzione non avrà quindi un carattere strutturale e permanente e i sacrifici salariali saranno più contenuti. «Con questo accordo, non ci sono più alibi per l’Azienda -hanno dichiarato Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom responsabile per la siderurgia, e Gianni Venturi, coordinatore nazionale siderurgia Fiom-. L’Ilva proceda con gli investimenti necessari per rendere la sua attività compatibile con le esigenze ambientali dell’area occupata dallo stabilimento e del territorio circostante.»

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