Venerdì, 23 Agosto 2019 | 06 :41:57

Facebook in tuta blu

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Matteo Renzi ha fatto spesso ironia sui sindacati, definendoli antiquati, antimoderni e vecchi: secondo lui mentre il mondo delle imprese sarebbe tutto proiettato verso una realtà fatta di smart working, start up, soft skills, ecc. i sindacati e i sindacalisti saprebbero a malapena utilizzare il vecchio caro telefono a gettoni: quello con la rotella, per intenderci. In realtà, da un certo numero di anni a questa parte, assistiamo a un fenomeno interessante che sembra contraddire il presidente del Consiglio. Se è infatti vero che alcune strutture sindacali in materia di comunicazione non sembrano al passo coi tempi, è altrettanto vero che i lavoratori, specie nei momenti di difficoltà, trovano nei social media dei mezzi piuttosto efficaci per far sentire la propria voce.

 

Due casi emblematici per tutti. Quando Marchionne e la Fiat decisero di privare la Fiom, i suoi iscritti e i suoi delegati dei legittimi diritti sindacali, le delegate e i delegati della Magneti Marelli di Bologna e Crevalcore crearono una pagina facebook: Fiom Marelli Rsu Clandestina. Con quel mezzo, uno smartphone e tanta caparbietà, quei lavoratori hanno gridato e denunciato pubblicamente ciò che stavano vivendo e hanno supportato il loro rapporto quotidiano con i compagni di lavoro. Una resistenza che ha accompagnato la campagna legale di ricorsi alla magistratura da parte della Fiom ed ha contribuito a incrinare quella che sembrava un'aura di inviolabilità dell'operato di Marchionne fino alla sentenza che sanciva il comportamento antisindacale di Fiat reintegrando l'agibilità sindacale. Successivamente, nei difficili giorni del terremoto 2012, quando l'azienda voleva trasferire le linee produttive da Crevalcore a Bari, la mobilitazione scattò via facebook: decine e decine di operai si radunarono davanti allo stabilimento in pochissimi minuti e poco dopo l'azienda rivide le proprie posizioni lasciando le linee a Crevalcore, dove sono tuttora. Oggi la pagina fb Fiom Weber Magneti Marelli conta quasi 5mila contatti.

Il secondo caso è quello del gruppo facebook delle lavoratrici della Saeco di Gaggio Montano, in provincia di Bologna, azienda leader nella produzione di macchine da caffè di proprietà della Philips, che ha annunciato il taglio di 243 posti di lavoro. La notizia degli esuberi è stata un colpo al cuore per un'intera comunità e per tutto l'Appennino bolognese da tempo colpito da una profonda crisi economica. Eppure un gruppo di lavoratrici e di lavoratori non si è perso d'animo e ha pensato di dare risalto alle proprie difficoltà creando un gruppo facebook dal nome significativo, “la Saeco non si tocca”.

L'idea è diventata un vero e proprio fenomeno virale, tanto che nel giro di 3-4 giorni le adesioni hanno superato di slancio quota 4.500 e il gruppo sta diventando un punto di riferimento per le informazioni e le iniziative della diffcile vertenza.

Certo non basta essere su facebook o saper utilizzare twitter per risolvere problemi complessi come quelli denunciati dai lavoratori: serve innanzitutto un'azione sindacale forte, l'impegno delle istituzioni locali e nazionali; ma la reattività che hanno dimostrato questi lavoratori, la creatività nel saper individuare canali comunicativi originali, e soprattutto quel misto di orgoglio e solidarietà che hanno saputo risvegliare sono certamente di buon auspicio e fanno ben sperare per il futuro. Con buona pace di Renzi e dei suoi telefoni a gettoni.

*delegati Fiom Bologna

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