Martedì, 17 Settembre 2019 | 22 :05:26

Contratto Fca-Usa: lì si vota e i lavoratori respingono l’accordo

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Stavolta Sergio Marchionne non potrà nemmeno prendersela con i sindacati che fanno politica e gli scioperi con le bandiere rosse in piazza, come fece per Pomigliano e Mirafiori.

 

Perché stavolta deve prendersela con i lavoratori di suoi stabilimenti americani, che – senza scioperi, per ora, e senza bandiere rosse – hanno respinto l'intesa che Fca aveva firmato con il sindacato dell'auto Usa. In questo caso Marchionne aveva contrattato e i sindacati, seguendo le regole americane, hanno sotoposto l'accordo al referendum.

I lavoratori hanno però hanno bocciato entambi, il manager e il sindacato, con percentuali di no molto alte – tra il 60 e l'80% – soprattutto tra gli operai professionalizzati.

Quello che non è andato giù ai lavoratori è proprio il cuore dell'intesa, cioè la nuova struttura salariale: ad oggi i dipendenti Fca degli stabilimenti Usa sono divisi in due fasce retributive, quelli assunti prima della crsisi del 2007 percepiscono 28 dollari (lordi) l'ora mentre quelli assunti dopo vengono pagati dai 15 ai 18 dollari per fare lo stesso lavoro dei «veterani». L'intesa sindacati-azienda prevedeva che lo stipendio dei «veterani» sarebbe rimasto inalterato mentre quello dei nuovi assunti sarebbe cresciuto, lentamente, fino a 25 dollari l'ora. Nessuna possibilità di arrivare a «stesso stipendio per stesso lavoro» e il «tetto» dei 28 dollari sarebbe progressivamente scomparso dalle aziende Fca con il pensionamento dei «veterani». Questo non deve essere piaciuto ai lavoratori, insieme all'incertezza sul futuro degli investimenti che non garantiva le produzioni – con il pericolo di delocalizzazioni in Messico – e alle incertezze sulla configurazione del fondo sanitario. Di qui la secca bocciatura.

Ora Marchionne e i sindacati dovranno riduscutere tutto da capo.

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