Martedì, 17 Settembre 2019 | 22 :04:18

VM MOTORI DI CENTO, FERRARA. Il voto Rls per riconquistare i diritti cancellati

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La nostra è un’ azienda dedicata principalmente allo sviluppo, progettazione, produzione, montaggio e commercializzazione di motori diesel. Dopo una lunga crisi con cassa integrazione ordinaria e straordinaria, ha ripreso a svilupparsi dal 2013 con l’incremento degli ordini e una serie di accordi sindacali, iprendendo ad assumere – pur con contratti principalmente precari – e oggi i dipendenti sono circa 1.300.

cipputi

 

Nell’aprile del 2014 l’azienda è divenuta di proprietà esclusiva di Fca subendo la stessa sorte degli altri stabilimenti Fiat in Italia: la cancellazione del Contratto Nazionale di lavoro e la disdetta unilaterale della contrattazione aziendale degli ultimi 40 anni, cancellando una storia di relazioni sindacali e di progresso sociale ed economico per le lavoratrici e i lavoratori.

L’ applicazione del Ccsl ha determinato profondi cambiamenti nella struttura retributiva e negli orari, nelle pause (sono spariti i minuti di pausa aggiuntivi per il turno notturno), nelle relazioni sindacali, nel controllo della prestazione lavorativa e nell’organizzazione del lavoro, con un peggioramento sostanziale nelle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il continuo ricorso all’utilizzo dello straordinario comandato del sabato, al di là delle esigenze eccezionali, ha prodotto un prolungamento e una flessibilità dell’orario di lavoro completamente a disposizione dell’azienda.

Mentre le azioni unilaterali dell’azienda sui processi produttivi, attraverso la modifica dell’organizzazione del lavoro e l’introduzione della postazione fissa con la parcellizzazione dei compiti e delle mansioni, senza prevedere adeguati sistemi di rotazione, stanno determinando un impoverimento del lavoro, spersonalizzazione del lavoratore e producendo un degrado delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.

La situazione è resa più difficile dalla profonda divisione esistente oggi in azienda tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori precari (anche interinali) che lavorano sotto il costante ricatto del mancato rinnovo del contratto.

Sono anche aumentate le sanzioni disciplinari, alla faccia della retorica aziendale sull’importanza e la «centralità del lavoratore» e sulla «necessità di una proficua collaborazione».

Come Rsa Fiom, siamo impegnati nel rivendicare il diritto alla contrattazione sugli orari e sui nuovi modelli organizzativi, per garantire le necessità produttive salvaguardando le condizioni di lavoro.

Impegno che abbiamo condiviso con i lavoratori in assemblee che sono state le prime vere, crude, trasparenti assemblee dall'avvento dell'era Marchionne in VM: sono intervenuti molte lavoratrici e lavoratori anche precari o appartenenti ad altre organizzazioni sindacali che hanno esposto il loro disagio, le loro preoccupazioni, ma anche la propria rabbia rispetto alle scelte aziendali. Abbiamo la necessità di ricostruire un punto di vista autonomo delle lavoratrici e dei lavoratori in grado di confrontarsi alla pari con l’azienda, contrastando l’idea di chi non vuole nessuna intromissione sindacale per avere mano libera sull’organizzazione della loro vita in fabbrica.

Per fare ciò occorre partire da un dato di fatto: «nessuno si salva da solo». Serve l’unità dei lavoratori, la conoscenza delle situazioni e la volontà di organizzarsi per agire.

Anche e sopratutto per i cambiamenti in corso dell'organizzazione del lavoro, diventa fondamentale il prossimo voto per l'elezione degli Rls. Perchè la salute e la sicurezza sul lavoro sono problemi sempre più sentiti di fronte all'intensificarsi dei ritmi e delle cadenze. Sarà anche la prima occasione per le lavoratrici e i lavoratori di scegliere liberamente tra le diverse organizzazioni sindacali: per dare forza alla rappresentanza Fiom, per dare forza alla Fiom, per dare forza all'unico sindacato che in Fca possa ancora definirsi tale.

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