Domenica, 15 Settembre 2019 | 12 :17:39

Ex-Irisbus, l’insostenibile incertezza di una vertenza

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Passano gli anni, ma le vertenze non si risolvono, quattro governi hanno attraversato la vertenza Irisbus senza trovare soluzione, solo da maggio del 2014 si è iniziato a parlare di trattative in corso per la costituzione di un polo italiano degli autobus, ma tanti sono i punti interrogativi e troppe le incognite.

La newco che si dovrebbe costituire dovrebbe essere formata dalla partecipazione di Finmeccanica con il 20% e con l’80% da King Long Italia. La nuovasocietà dovrà includere la Bredamenarinibus e la ex-Irisbus, l’ad sarà Stefano Del Rosso di King Long italia.

 

I dubbi, che vi siano delle speculazioni dietro, sono tanti, ma anche le alternative che la Fiom-Cgil ha posto ai vari governi, non sono state accolte, dal rifinanziamento più sostanzioso del piano nazionale del Tpl alla costituzione di un polo pubblico per la costruzione degli autobus, di cui l’italia si priverebbe. Finora, ad un tavolo di trattative vero e proprio non ci siamo mai seduti, i continui rinvii non fanno presagire niente di buono, intanto l’incubo della mobilità incombe sui nostri destini. Siamo rimasti circa trecento dei settecento dipendenti, tutti molto coraggiosi a voler rimanere in questa provincia del sud molto avversa nei confronti dei suoi abitanti, con tenacia e caparbietà stiamo sfidando il nostro futuro che non promette nulla di buono, ma ci ostiniamo a voler far riaprire i cancelli di quella fabbrica per ridare speranza alle nuove generazioni, a questo territorio già fortemente penalizzato da una crisi senza precedenti.

Noi non vogliamo che i nostri figli debbano lasciare le proprie radici per barattare i propri affetti con un lavoro precario altrove. Un territorio che si priva della linfa vitale dei giovani è senza via d’uscita, assistiamo giorno per giorno ad una desertificazione che colloca i nostri piccoli paesi in uno scenario spettrale che non lascia spazio all’immaginazione, questi luoghi tra non molto si estingueranno. Il 7 luglio del 2011, quando abbiamo appreso che Fiat decretava senza nessun preavviso la chiusura della Irisbus non abbiamo esitato un attimo a mobilitarci affinchè ciò non accadesse.

Nei circa 120 giorni di sciopero con presidio permanente con grande fatica tentavamo di far ritornare Fiat sui propri passi, spesso stanchi e delusi sotto un sole cocente, tutti i giorni e tutte le notti presidiavamo quei cancelli inventandoci iniziative da mettere in campo e per non far spegnere i riflettori abbiamo fatto di tutto: occupazioni, processioni in tutti i Comuni, salendo sui palchi allestiti per le feste per raccontare a tutti ciò che stava avvenendo in Irpinia. Abbiamo girato l’Italia affinchè la nostra vertenza diventasse di dominio nazionale, inseguendo i politici di tutti gli schieramenti, abbiamo anche fatto donazioni di sangue, per mantenere alta l’attenzione, le porte chiuse in faccia sono state troppe, ma non ci siamo mai arresi, anche se in pochi, siamo riusciti ad arrivare (forse) ad una svolta. Tutto questo, grazie alla nostra determinazione, perché chi non si arrende costruisce i sentieri per raggiungere la meta.

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